Natale in casa Cupiello: a Saronno il classico di Eduardo rinasce tra pupazzi, memoria e poesia

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Natale in casa Cupiello: a Saronno il classico di Eduardo rinasce tra pupazzi, memoria e poesia

Giovedì 11 dicembre 2025 al Teatro Giuditta Pasta di Saronno va in scena uno degli spettacoli più sorprendenti degli ultimi anni: Natale in casa Cupiello – Spettacolo per attore cum figuris, con Luca Saccoia solo sul palco, ma circondato da sette figure animate che danno vita a uno dei testi più amati del teatro italiano.

Un modo nuovo, poetico e coraggioso di leggere Eduardo De Filippo, capace di emozionare chi già conosce la commedia e di accompagnare chi la incontra per la prima volta.

Prima di tutto: di cosa parla l’originale “Natale in casa Cupiello”?

Scritto nel 1931, Natale in casa Cupiello è una delle commedie più celebri di Eduardo De Filippo. Non è una storia natalizia nel senso più leggero del termine: è un ritratto di famiglia, tenero e comico, attraversato da tensioni e fragilità che arrivano al cuore.

Il protagonista è Luca Cupiello, padre di famiglia ingenuo e appassionato del presepe, che costruisce ogni anno con devozione quasi religiosa. Attorno a lui si muove una famiglia piena di piccoli segreti e incomprensioni: la moglie Concetta, stanca di gestire tutto; il figlio Tommasino, che detesta il presepe e non sopporta la retorica delle feste; la figlia Ninuccia, intrappolata in un matrimonio infelice e innamorata di un altro uomo. La vicenda, tra equivoci e battute memorabili, esplode proprio a Natale, quando i nodi familiari vengono al pettine e il presepe diventa il simbolo della fragilità di Luca e dei legami che, nonostante tutto, resistono. La domanda che attraversa l’intera commedia è semplice ma potentissima: “Te piace ‘o presepe?”
Un interrogativo che, nella sua delicatezza, racchiude l’intero bisogno d’amore e di conferme del protagonista.

La nuova versione: Tommasino racconta il padre

Lo spettacolo che arriva a Saronno ribalta completamente il punto di vista.
Niente più famiglia in carne e ossa sul palco: al centro c’è Tommasino, interpretato da Luca Saccoia, che diventa narratore e testimone della propria memoria. Da figlio spesso riottoso, diventa voce che ricostruisce, interpreta, riporta alla luce. Accanto a lui ci sono sette pupazzi/figure animate, creati da Tiziano Fario, che non sono accessori scenici ma veri personaggi: presenze piene, evocative, capaci di restituire la coralità dell’opera originale pur restando semplici figure.
A muoverli è un gruppo di giovani manovratori, coordinati da Irene Vecchia formatrice e custode della tecnica — Salvatore Bertone, Paola Maria Cacace, Simone Di Meglio, Angela Dionisia Severino— che trasformano il palco in una casa abitata da memoria, tenerezza, conflitti e poesia. La regia di Lello Serao rimette in moto il presepe: non come oggetto decorativo, ma come simbolo vivo di ciò che resta e di ciò che torna ogni anno.

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Luca Saccoia in “Natale a Casa Cupiello” per gentile concessione Teatro di Saronno Giuditta Pasta

Un presepe che respira, ricorda, domanda – Un teatro che diventa rito

Uno degli aspetti più sorprendenti di questa produzione è la fusione tra attore e figure animate.
Saccoia dà voce a tutti i personaggi, alternando timbri, ritmi e registri diversi, mentre i pupazzi – mossi in sincronia dai manovratori – diventano presenze animate, quasi anime che emergono dal passato. Musiche originali di Luca Toller, luci curate da Luigi Biondi e Giuseppe Di Lorenzo, costumi di Federica Del Gaudio, e l’ingranaggio scenico di Tiziano Fario concorrono a creare un’atmosfera sospesa: un Natale che pulsa di emozione e intimità. Questa lettura non si limita a ricordare il testo originale, ma lo riporta a galla come una confessione familiare universale: la difficoltà di capirsi, l’amore che supera i litigi, la memoria che torna a chiedere ascolto.

Un successo riconosciuto dalla critica

Lo spettacolo ha ricevuto importanti riconoscimenti: nel 2023 il Premio della Critica, per la capacità di reinventare un classico attraverso il teatro di figura, mantenendo intatta la poesia eduardiana. E poi nel 2024 il Premio Hystrio Twister, con il 44% dei consensi su oltre 8.400 voti. Il progetto è firmato da Interno 5 e Teatri Associati di Napoli, con il sostegno della Fondazione Eduardo De Filippo.

Perché questo spettacolo parla a tutti noi e perché bisogna andare a vederlo

Ogni famiglia ha il proprio presepe: un’abitudine che ritorna, un gesto affettuoso che salva, un litigio che si ripresenta, una domanda che fa male.
Questa versione di Natale in casa Cupiello non chiede solo se “ci piace il presepe”: chiede se abbiamo il coraggio di guardare indietro, di riconoscere ciò che ci lega, di rispondere – come Tommasino – a quel famoso “sì” che segna un passaggio, una promessa, una rinascita. È un’esperienza teatrale che tocca il personale, il familiare, il nostalgico.
Un viaggio dentro ciò che siamo e dentro ciò che abbiamo amato.

Crediti

  • Ideazione: Vincenzo Ambrosino – Luca Saccoia
  • Con: Luca Saccoia
  • Regia: Lello Serao
  • Scene, pupazzi, maschere: Tiziano Fario
  • Musiche: Luca Toller
  • Luci: Luigi Biondi, Giuseppe Di Lorenzo
  • Costumi: Federica Del Gaudio
  • Fonica: Mattia Santangelo
  • Manovratori: Salvatore Bertone, Paola Maria Cacace, Simone Di Meglio, Angela Dionisia Severino, Irene Vecchia
  • Coordinamento manovratori: Irene Vecchia
  • Durata: 120 minuti – 3 atti, 2 intervalli

  • GRADINATA A 15 EUR – 28 EUR
  • PLATEA 13 EUR – 26 EUR
  • GRADINATA B 13 EUR – 26 EUR
  • LOGGIONE A 11 EUR – 24 EUR
  • LOGGIONE B 9 EUR – 22 EUR

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Lo spettacolo sarà in scena l’11 dicembre 2025 al Teatro Giuditta Pasta.
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