Le bambine delle Sorelle Bertani: ecco perché mi è piaciuto

Le bambine delle Sorelle Bertani: ecco perché mi è piaciuto
Sono andata a vedere il film “Le bambine” delle sorelle Bertani alla prima mondiale del Festival di Locarno, 12 agosto 2025. Sala quasi piena, il pubblico ha applaudito con calore sia all’inizio del film che alla fine.
Un film “bello” perché colorato e movimentato, per via delle inquadrature nuove e sorprendenti, per la presenza di belle bambine e belle donne. Tutto molto bello e piacevole, esteticamente, se non fosse stato per la trama che invece raccontava una storia drammatica, tutto tranne che una bella favola, e con un finale altrettanto problematico e finanche scontato, via via che si approfondivano le vicende dei personaggi.
Il titolo “Le bambine” porterebbe a pensare che le protagoniste siano le 3 bambine, due sorelle Azzurra e Marta, e Linda figlia di Eva, ma in realtà si scopre pian piano che le vere bambine non siano loro, ma le loro madri.
Le figure maschili sono tutte impersonate da adulti, anche loro alle prese con problemi che non riescono a risolvere.
Il compito del “maschio alfa” è delegato al padre delle due sorelline, immobile nei dialoghi e nelle movenze, parlano per lui i cerchi di fumo della sua sigaretta.
Le bambine, quelle che possono dire di esserlo per via dell’età anagrafica, si rivelano essere vere e proprie eroine, alla Sailor Moon, pronte a combattere contro l’oscurità e il male con l’energia dei loro anni e la forza della loro unità.
Uno spirito di “sorellanza” che non conosce barriere e pregiudizi ed è in grado ancora di vedere la magia nella realtà del quotidiano, con quello sguardo da “fanciullino” di pascoliana memoria che riesce a rendere interessante una pozzanghera più del tamagochi, e che trasforma una corsa in una vittoria contro la noia.
Ci sono tanti input diversi in questo film, al di là di una storia di per sè piuttosto lineare, stimoli che portano lo spettatore a perdersi dietro tanti elementi che, tutti insieme, sono tracce esemplificative di un’epoca, gli anni Novanta.
Il “piedone” ed il “calippo”, il body iridescente, la t-shirt di Luca Carboni, la canzone “Certe Notti” di Ligabue, l’ombrello di Versace, il tamagochi, e altri ancora.
In sottofondo, ci sono anche le vibrazioni e le suggestioni di diversi film dell’epoca, che hanno fatto storia, prima di tutto Trainspotting, con le sue micidiali scene di droga che hanno segnato l’immaginario di quegli anni.
E infine le zanzare, quegli inutili fastidiosi insetti che ti vengono a svegliare e a portarti via dal sonno e dal sogno, e contro cui non puoi fare altro che usare la violenza, senza nemmeno esserne coscienti. “Le bambine” è un film allusivo da guardare come si può guardare un video musicale, lasciandosi trascinare dalle immagini e liberando il proprio vissuto, senza giudicare.
