Archivi tag: arte contemporanea

Chiara Dynys, Melancholia al MAGA di Gallarate (date fino al 8/5/22)

Dal 27 febbraio all’8 maggio 2022, il MA*GA ospita la personale di Chiara Dynys, dal titolo Melancholia.

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Come Alice nel Paese delle Meraviglie, alla Fondazione Prada di Milano

Vogliamo proporvi una “passeggiata” nella Torre insieme a noi, con alcune delle frasi più famose della fiaba di Alice nel Paese delle Meraviglie, fino ad arrivare ai celebri “funghi” di Carsten Höller. Continua la lettura di Come Alice nel Paese delle Meraviglie, alla Fondazione Prada di Milano

Arte…di scarti. L’arte del riciclo, a Varese (fino al 20/2/22)

“ARTE DI…SCARTI”
L’Arte del Riciclo. L’Arte del Riuso.
Evento a cura di Fabrizia Buzio Negri
dal 5 al 20 febbraio 2022, a Varese alla Sala Veratti

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Fun4Kids, poker di artiste sull’infanzia – mostra a Varese

Il primo appuntamento dell’anno alla galleria PUNTO SULL’ARTE è una mostra lieve, un poker di artiste che vuole puntare lo sguardo sull’infanzia, sul gioco e su quelli che sono a tutti gli effetti gli attrezzi di lavoro di un bambino, quelli con cui lui costruisce la propria identità. Protagoniste due pittrici, SABRINA MILAZZO e CLAUDIA GIRAUDO, e due scultrici, VALERIA VACCARO e la norvegese LENE KILDE – quest’ultima, per la prima volta in Italia, esordisce con questo evento nella galleria varesina.
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PIET MONDRIAN. Dalla figurazione all’astrazione – al MUDEC di Milano

Piet Mondrian
Dalla figurazione all’astrazione
24 novembre 2021 – 27 marzo 2022
Concept
Benno Tempel

►Compra il biglietto su Ticketone

La mostra Piet Mondrian. Dalla figurazione all’astrazione, al MUDEC di Milano dal 24 novembre 2021 al 27 marzo 2022, porta per la prima volta a Milano un progetto espositivo interamente dedicato all’artista olandese e al processo evolutivo artistico che lo portò dalla figurazione all’astrazione, dalla tradizione del paesaggio olandese allo sviluppo del suo stile unico, che l’ha reso inconfondibile e universalmente celebre.

La mostra, prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, promossa dal Comune di Milano Cultura e con il patrocinio del Consolato dei Paesi Bassi a Milano, è stata realizzata grazie alla
collaborazione del Kunstmuseum Den Haag, detentore della più importante collezione di opere di Mondrian al mondo, e che ha prestato sessanta opere, scelte tra quelle di Mondrian,
degli artisti della Scuola dell’Aja e dei designer De Stijl.

In mostra anche due opere di Mondrian provenienti dal Museo del Novecento di Milano – un esempio delle poche opere dell’artista
presenti in collezioni italiane – e un quadro neoplastico proveniente dal National Museum of Serbia di Belgrado.

Con il concept del direttore del Kunstmusem Benno Tempel e con la curatela di Daniel Koep, Head of Exhibitions, e di Doede Hardeman, Head of Collections, il percorso prende vita e si snoda attraverso sezioni tematiche.

Una chiave di lettura visuale e dunque immediata dell’evoluzione stilistica dell’artista, utile alla comprensione delle stesse opere interamente astratte del suo ultimo periodo.

Filo conduttore su cui si esplica il confronto tra le opere del primo periodo “figurativo” a quelle del periodo “astratto” è quello del paesaggio, con confronti tra le sue opere e quelle dei pittori della “Scuola dell’Aja”, un gruppo di artisti operanti nella città olandese tra il 1860 e il 1890, ampiamente influenzati dal realismo della scuola di Barbizon, e secondo la cui maniera Mondrian aveva cominciato a dipingere.

Una sezione della mostra sarà dedicata a “De Stijl” (Lo Stile), movimento sorto nei Paesi Bassi nel 1917 su iniziativa dello stesso Mondrian e di Theo van Doesburg e attivo ancora alle soglie degli anni Trenta, che innovò arte, architettura e design, con opere – tra gli altri – di Gerrit Thomas Rietveld.

LA MOSTRA

I dipinti di Piet Mondrian (1872-1944), per i quali il maestro olandese è celebre quale indiscusso pioniere dell’arte “astratta”, sono in realtà il risultato di una lunga ricerca di
equilibrio e di perfezione formale, di una progressiva evoluzione stilistica che ha il suo punto di partenza nel naturalismo e nell’impressionismo e che passa poi via via attraverso il postimpressionismo, i fauves, il simbolismo e il cubismo.

In tale contesto, una parte centrale, benché meno nota, della sua produzione è la pittura di paesaggio: immagini che raffigurano in particolare aspetti caratteristici della natia Olanda.
Prevalenti in tutta la prima fase della sua carriera di artista, i paesaggi vengono successivamente affrontati da Mondrian con una varietà di stili e di tecniche che attestano non solo l’influenza di vari movimenti artistici, ma anche la sua ricerca di un’espressione personale.

MONDRIAN PRIMA E DOPO IL 1908

Dal 1892 al 1895 Mondrian ricevette una formazione artistica tradizionale presso la Rijksakademie van Beeldende Kunsten (l’Accademia Statale di Belle Arti) ad Amsterdam dove seguì corsi di disegno dal vivo, pittura di natura morta e teoria dell’arte. Nel tempo libero però si dedicò completamente alla pittura di paesaggio. Dopo il diploma, quando non era impegnato in lavori su commissione o dando lezioni di disegno per mantenersi, Mondrian disegnava i paesaggi appena fuori Amsterdam. Il piatto paesaggio olandese si presta bene alla ricerca dei contrasti.
Con elementi enfaticamente verticali, come gli alberi e i mulini a vento, questi primi paesaggi mostrano come Mondrian giocasse con ritmo e ordine sulla tela già molti anni prima delle sue
opere astratte.

Piet Mondriaan , Slootje bij boederij Landzicht
Piet Mondriaan
Oostzijdse molen bij avond
Piet Mondriaan
Bloeiende bomen
28 x 24 cm

A partire dal 1900 Mondrian abbandonò progressivamente la rappresentazione fedele della natura, per sperimentare forme e colori. Utilizzando gli elementi verticali e orizzontali del
paesaggio, Mondrian esplorò la possibilità di ridurre il mondo che lo circondava alla sua essenza assoluta: un ritmo di piani, colori e linee.
Dal 1908 il lavoro di Mondrian divenne sempre più radicale e il suo bisogno di innovare si fece più evidente. Voltò le spalle ai paesaggi naturalistici e trovò ispirazione nella teosofia e nelle novità artistiche provenienti dall’estero. Sotto questi influssi, il suo lavoro attraversò diverse fasi.

Mondrian dipinse molteplici variazioni di diversi temi, come il faro, il mulino a vento, i paesaggi marini e le dune.

Piet Mondriaan
Duin

 

Di tela in tela, si avvicinava sempre più all’“essenza” dell’immagine.
Nel 1912, per concentrarsi pienamente sull’innovazione nella sua pittura, Mondrian si stabilì a Parigi. Aveva quasi quarant’anni ed era uno dei pittori di paesaggio più noti nei Paesi Bassi, ma a Parigi agli inizi era un artista sconosciuto. Le opere dei suoi primi anni parigini sono grigie e influenzate dal cubismo di Pablo Picasso e Georges Braque.

Piet Mondriaan
Paysage
Piet Mondriaan
Zelfportret

Questa direzione lo condusse alla fine a ridurre il suo linguaggio espressivo a nient’altro che linee rette, colori primari e piani rettilinei. Chiamò questo stile Neoplasticismo.

Mondrian rimase nella tradizione della pittura realista olandese. Nelle sue prime opere fu un realista figurativo e come – amava dire – nelle opere più tarde, un realista astratto.

Dichiarò nel 1942: “Per me non c’è differenza tra i primi e gli ultimi lavori: fanno tutti parte della stessa cosa. Non sento la differenza tra il vecchio e il nuovo nell’arte come tale, ma come continuità”.
Esibendo dipinti che coprono tutte le fasi della carriera artistica di Mondrian e argomentandone il passaggio dalla pittura figurativa all’astrattismo, questo progetto presenta il maestro olandese come uno dei più importanti coloristi del suo tempo e uno dei maggiori maestri della pittura novecentesca. La mostra, dunque, invita il visitatore a scoprire i capolavori di Mondrian secondo una diversa e inusuale chiave di lettura.

Quella di poter ammirare opere di Mondrian in Italia è un’occasione che capita di rado.

MONDRIAN_Kompozicija

Nei musei italiani d’arte moderna e contemporanea è scarso il numero delle opere dell’artista che pure è stato una figura centrale dell’arte internazionale del XX secolo, contribuendo a farne la storia. Le poche opere del maestro olandese conservate in Italia (il Faro a Westkapelle del Museo del Novecento a Milano ed esposto in mostra; la Composizione A della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea a Roma; Impalcatura, Oceano 5 e Composizione con grigio e rosso della Collezione Peggy Guggenheim a Venezia), se da una parte fanno rimpiangere ancor più tale lacuna, dall’altra, con la loro bellezza, costituiscono uno stimolo ulteriore ad allargare e ad approfondire la conoscenza dell’opera di questo artista, e dunque ad apprezzare meglio l’opportunità – pressoché unica a molti anni di distanza dall’ultima monografica a lui dedicata – che questa nuova mostra offre al pubblico italiano.

EFFETTO MONDRIAN. RIFLESSI NEOPLASTICI SUL DESIGN

L’influenza che il Mondrian della fase neoplastica ha avuto sul mondo del design è ampia e riguarda molte delle sue diramazioni: dall’arredo alla grafica, dall’interior all’exhibition design, fino ad arrivare addirittura alla moda (basti pensare alla collezione-tributo di Yves Saint Laurent del 1965).
In questo percorso il design italiano ha svolto un ruolo centrale: è grazie a produttori e pensatori del Made in Italy che molte di queste influenze hanno avuto la possibilità di realizzazione.

In mostra un affondo curato dalla storica del design Domitilla Dardi presenta tre risvolti dell’ ‘Effetto Mondrian’:
– la relazione tra De Stijl e Gerrit Rietveld, autore della poltrona Red and Blue, raccontata attraverso le riedizioni filologiche di Cassina, con i prototipi originali dei primi anni ’70 dai quali è poi scaturito il successo della celebre icona;
– la fortuna critica di Mondrian nella cultura artistica italiana, con i materiali che illustrano la prima personale del 1956 allestita da Carlo Scarpa alla GNAM di Roma, vero omaggio del maestro italiano al genio olandese;
– l’influenza del “pattern Mondrian” sugli autori contemporanei, come nel contenitore tributo di Shiro Kuramata prodotto da Cappellini.

MONDRIAN E LA MUSICA. LA VIDEO INSTALLAZIONE

Mondrian tornò a Parigi nel giugno 1919. L’arte fu la ragione principale di questo ritorno, ma l’artista apprezzava anche quello che la vita notturna della città poteva offrire.

Mondrian si appassionò in maniera particolare al jazz.

Trovò molte analogie tra i suoi quadri e le jazz band: gli uni e le altre fortemente organizzati, lasciavano spazio anche alla rottura e
all’improvvisazione. L’intuizione era fondamentale sia per l’artista sia per i musicisti jazz.
Inoltre, come i quadri neoplastici non facevano riferimento al mondo naturale, così la musica jazz era solo ritmo in libertà, senza alcuna allusione a una trama. In poche parole, Mondrian aveva trovato nel jazz l’equivalente musicale del neoplasticismo.
Inoltre, quelli erano gli anni in cui si affacciarono sulla scena europea i cosiddetti “rumoristi”, che proponevano suoni artificiali, rumori prodotti dalle macchine, e che sono da considerarsi gli antesignani della moderna musica elettronica.

La video installazione presente in mostra – a cura di Storyville – illustra in maniera suggestiva il rapporto tra le opere neoplastiche di Mondrian e la musica; amplifica infatti nel visitatore le possibili chiavi di lettura della poetica di Mondrian declinate non solo nella dimensione spaziale, sicuramente più vicina e immediata all’espressione pittorica, ma anche nella dimensione musicale.

Il catalogo della mostra Piet Mondrian. Dalla figurazione all’astrazione è edito da 24 ORE Cultura ed è in vendita  online.

Catalogo

Con Villa Panza, Varese ha trovato l’America! ecco perché

Situata nel cuore di Varese, sull’alto del colle di Biumo Superiore accanto alla superba Villa Ponti, la Villa Panza rappresenta il fiore all’occhiello della cultura non solo lombarda ma italiana ed anzi mondiale. Si tratta di un museo che ospita mostre importanti in una cornice architettonica e naturalistica di grande fascino

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Progetto Genesi. Arte e Diritti Umani alla Villa e Collezione Panza di Varese

Le iniziative di Villa e Collezione Panza a Varese – Bene FAI – fino all’8 dicembre 2021

Photo courtesy Ufficio Stampa FAI
Progetto Genesi. Arte e Diritti Umani
Programma Educativo
Villa e Collezione Panza, Varese
21 settembre – 8 dicembre 2021

Nell’ambito della mostra in corso a Villa Panza Progetto Genesi. Arte e Diritti Umani, il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano – in collaborazione con l’Associazione Genesi, presenta un ciclo di attività didattiche gratuite, in presenza e online, per offrire al pubblico un approfondimento sulle tematiche dell’inclusione sociale e la tutela dei diritti umani.

Ogni domenica, alle ore 10:30 e alle ore 12:00, sono previste due visite guidate alla mostra, di 60 minuti ciascuna.

Le visite sono aperte a tutti fino al raggiungimento di 20 partecipanti. Mentre alle ore 15:00, si terrà un workshop gratuito, di quattro differenti tipologie con posti limitati a massimo 20 partecipanti. Per le visite guidate la prenotazione è fortemente consigliata, per il workshop obbligatoria.

Villa e Collezione Panza è aperta al pubblico come segue:

da martedì a domenica: ore 10:00 – 18:00
Ultimo ingresso: 45 minuti prima della chiusura.
Chiusura: lunedì.

La prenotazione per visite guidate e workshop, sia in presenza sia online, è possibile tramite il sito dell’Associazione Genesi (www.associazionegenesi.it), nella pagina dedicata all’educazione di Progetto Genesi a Villa Panza, oppure tramite la pagina dell’Associazione su Eventbrite: https://www.eventbrite.it/o/associazione-genesi-30163935792

La mostra Progetto Genesi. Arte e Diritti Umani è promossa dall’Associazione Genesi in collaborazione con il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano – e rientra nell’ambito della grande iniziativa artistico-culturale “Progetto Genesi. Arte e Diritti Umani”, a cura di Ilaria Bernardi, che si svilupperà nel corso di un intero anno dal 21 settembre 2021 al 21 settembre 2022 e che gode del patrocinio del MiC – Ministero della Cultura, della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, di Rai Per il Sociale, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Il grande illustratore Gianluca Folì è a Domodossola (mostra fino al 18/7/21)

Da sabato 26 giugno a domenica 18 luglio a Domodossola (VB) apre la mostra Ostinato sguardo. Gianluca Folì: vent’anni di idee, poetica, tratti e colori. Un viaggio tra gli strumenti, la concretezza e gli umori di un mestiere. Continua la lettura di Il grande illustratore Gianluca Folì è a Domodossola (mostra fino al 18/7/21)