Valter Iannetti

Valter Iannetti documenta e indaga nelle sue fotografie, con una curiosità che va oltre la ricerca formale e  spinge gli spettatori a farsi domande sui contenuti proposti. In mostra a Busto Arsizio con  un reportage su Cervinia. 

 

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Valter Iannetti è nato a Roma nel 1961.
Dirigente, ha lavorato e vissuto in varie località in Italia, ed all’estero, tra cui Turchia, Belgio, Brasile ed Israele. Attualmente risiede e lavora in Busto Arsizio (VA).
Si interessa di fotografia in modo professionale da circa 20 anni. Ha frequentato numerosi corsi e workshop in Italia ed all’Estero tra cui i più importanti sono: Reportage presso John Kaverdash Academy diretto da Sandro Iovine (2004); Architecture B&W Long Exposure Photography (2012) in New York tenuto da Joel Tjintjelaar, Sharon Tenenbaum; Fotografia:Istruzioni per l’uso presso Studio Govino (2014) tenuto da Giovanni Chiaramonte, Maurizio Montagna, Mario Govino; Progettazione Fotografica presso CFP BAUER (2018-2019) diretto da Giorgio Barrera; Fotografia del Paesaggio (2018) tenuto da Urban Reports e con direzione autoriale di Giorgio Barrera in Valtournenche (Valle d’Aosta).
Sue opere sono state esposte presso: Kleine Gallerie –Bolzano (2008); Maison de L’imageMons(BE) (2011 e 2012); Studio Govino – Milano (curata da Giovanni Chiaramonte e Maurizio Montagna nel 2014); Academie des Beaux Arts – Grenoble(FR) Mois de la Photo (2019); Forte di Bard – Bard (AO) (2019).

GALLERIA BORAGNO – VIA MILANO, 4 / CENTRO STORICO – BUSTO ARSIZIO (VA)
4 GIUGNO-20 GIUGNO 2021
Valter Iannetti
Cervinia 2005 m.l.m.
Il Paesaggio Artificiale. Seconde case, meccanizzazione e impronta sul territorio.

Orari visita: dal martedì alla domenica 10/13-15.30/19– lunedì chiuso
Sabato e domenica prenotazione consigliata contattando il seguente recapito:
e-mail:iannettivalter@gmail.com
Ingresso libero

Cervinia nasce con la realizzazione nel 1934 della strada da Valtournanche alla conca del Breuil, e con la costruzione nel 1939 della funivia dal Breuil al Plan Maison. Con queste due opere l’area a pascolo del Breuil nel comune di Valtournanche vede nascere Cervinia e con essa il Turismo Invernale.
In quegli anni le costruzioni presenti erano due alberghi, il Jumeaux ed il Grand Hotel du Mont Cervin al Giomein, una chiesetta edificata nel 1759 con intorno quattro o cinque case e poco
lontano due ville private utilizzate per villeggiatura. Vengono realizzate una stazione per le corriere, un garage sotterraneo e poche altre costruzioni. Dopo lo stop causato dalla II GM lo
sviluppo riprenderà con vigore a partire dagli anni ’50. Cervinia si orienta per attrarre il turismo di elite della emergente ricca borghesia italiana e straniera curiosa di vedere il Cervino e di sciare fin sul ghiacciaio del Plateau Rosà per dieci mesi all’anno. Lo sviluppo urbano avviene intorno alla chiesetta del ‘700 e a ridosso della funivia al Plain Maison. Nuovi alberghi, condomini di lusso e ristoranti di qualità popolano Cervinia. Lo stile architettonico del dopoguerra abbandona il razionalismo, con poche eccezioni tra cui La Casa del Sole di Carlo Mollino, per realizzare opere dai tratti urbani e lontane dallo stile locale alpino.
A partire dagli anni ’70 anche Cervinia, al pari dell’Italia e della Valle d’Aosta, viene investita dalla speculazione immobiliare e dalla fame di seconde case. Nuove costruzioni dagli stili più vari, alberghi, condomini e multiproprietà, vengono realizzate. Il turismo da elite diventa di massa e negli anni successivi la percentuale di seconde case raggiungerà in tutta la Valle d’Aosta il 40%. Oggi la dimensione urbana appare sovradimensionata, straniata, in un rapporto conflittuale e stridente tra costruito e qualità del paesaggio con colori e forme estranee all’ambiente circostante.
Non diverso è stato l’impatto che l’uomo ha operato sulla conca sovrastante l’abitato fino al ghiacciaio del Plateau Rosà a 3500mt.In una stratificazione di opere dal 1939 appaiono grandi
tracciati delle piste da sci che si intersecano con strade, tratturi percorsi in estate da camion, escavatori, fuoristrada e in inverno da gatti delle nevi e motoslitte. Insieme ad altre opere segnano il territorio: impianti per la neve artificale, stazioni invernali (alcune abbandonate), laghi artificiali, sitemi di risalita, skilift, seggiovie, cabinovie. Tutto accompagnato da un incessante lavoro di preparazione e manutenzione per la stagione invernale che genera un traffico motorizzato tale da far apparire la conca come una estensione urbana dell’abitato di Cervinia.