Il knitwear di Vitelli: sostenibilità creativa oltre gli stereotipi

Il brand Vitelli è un caleidoscopio di lane colorate e stratificate, all’interno di un concept innovativo e multidisciplinare che spinge il Made in Italy oltre gli stereotipi.

Sito ufficiale: http://www.vitelli.eu/


Basta guardarle: le maglie del brand sono una diversa dall’altra e sono dei veri e propri “tableau vivant”, una volta indossate.
Vibrano di vita vissuta, di passioni musicali, di legami con la terra di origine, di energia verso un futuro più sostenibile, di “italianità” diffusa e non convenzionale: non quella stereotipata che viene diffusa all’estero, ma quella verace e “calorosa” che solo chi vive nel Bel Paese e si interfaccia con i suoi abitanti conosce davvero.

Un’Italia che – con buona pace di Fellini e della sua “Dolce Vita” (ai cui “vitelloni”  il marchio rende onore) – racchiude tanti periodi memorabili che vale la pena di continuare a raccontare con i vestiti, così come ha fatto in passato.
Sulle tracce di sentieri già percorsi, dunque, ma facendo un passo ulteriore e sganciandosi dalla schiena il fardello dei clichès ormai già visti troppe volte.

Vitelli è tutto questo, nelle intenzioni dei fondatori e nella realtà dei fatti,  o meglio dei manu-fatti, che pregano di essere toccati, stropicciati, strofinati e indossati, per impregnarsi di vita ancora di più e ancora meglio.

Il marchio è giovane e promette bene: dalla sua nascita (2017) e fino a ora ha presentato collezioni che hanno sempre ricevuto gli apprezzamenti degli addetti al settore.

L’idea di dare vita a un brand basato sulla produzione a Km zero (i produttori sono tutti del vicentino o del padovano) di abbigliamento in maglia di lana, con un concept molto raffinato ma anche aperto a 360° a tutte le possibili influenze, musicali e non, è nata a Mauro Simionato, creative director, e a Giulia Bortoli, knitwear designer, entrambi originari del Veneto ma con base operativa a Milano.

Il fine ultimo è quello di narrare l'”italianità”  intesa come il “saper far bene italiano”, attraverso lo strumento duttile del filato di lana, che si presta a tantissime manipolazioni e trasformazioni e, cosa ancora più preziosa di questi tempi, può essere riutilizzato e riproposto in declinazioni  moderne e attuali. L’ultima collezione è interamente realizzata con gli “avanzi” dei filati di lana dei maglifici, tramite sofisticate tecniche di agugliatura.

Anche quest’anno Vitelli figura tra i brand esposti al pop up store al 4° piano della Rinascente, insieme a  Marco Rambaldi, FantabodyGentile Catone, Themoirè, Drome, Simona Marziali – Mrz, Melampo, Sara Battaglia,  Giannico e Greta Boldini.

Definire Vitelli “casa di moda” è persino riduttivo, dal momento che per ogni collezione c’è un concept ben preciso accompagnato da fashion film che sono vere e proprie performance digitali che si avvalgono della collaborazioni di videomaker, fotografi, attori e musicisti.